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I professionisti delle web agency

Un’agenzia di comunicazione si compone di diverse figure, che fanno riferimento alle due grandi anime principali che la guidano: quella di analisi e quella creativa.

Nella prima troviamo gli account e gli account director, ossia coloro che hanno il compito di tenere la relazione con il cliente facendo da intermediario e filtro tra le richieste esterne e le necessità interne, e i media planner/digital advertiser, che hanno il compito di individuare i migliori spazi pubblicitari sia offline sia online in relazione al target individuato. L’anima creativa dell’agenzia di comunicazione si divide a sua volta in due macro-figure: l’art director, che si occupa della creazione di tutto il materiale visivo, grafico o fotografico, di una campagna di comunicazione e il copywriter, che ha in carico l’ideazione e la stesura di tutti i testi della campagna.

Entrambe, anima analitica e creativa, partecipano assieme in più fasi alla creazione di una campagna di comunicazione. Vediamo di seguito il processo ideale, che ha inizio con l’acquisizione del cliente, che entra nel portfolio dell’account, continua con la presentazione e la realizzazione della campagna e con il posizionamento all’interno degli spazi pubblicitari.

 

Il processo di lavoro nelle web agency

Un’agenzia di comunicazione acquisisce un cliente in diversi momenti del ciclo di vita. Nel caso ideale, la collaborazione tra agenzia e azienda inizia nel momento in cui si definisce la strategia in maniera congiunta. A partire da un’analisi di settore, che può essere condotta internamente dall’agenzia oppure affidata a un partner esterno che si specializza in ricerche di mercato, l’agenzia passa poi a definire assieme al cliente quella che costituisce la target audience. Ques’ultima può coincidere con il target generale, se si tratta di una strategia di posizionamento del brand stesso e l’obiettivo è quello di generare brand awareness, oppure può essere ristretta solo a una parte del target, in quanto la campagna di comunicazione può avere un obiettivo specifico legato ad esempio a una promozione o a un concorso.

Una volta definito il target al quale si rivolge la campagna di comunicazione o la strategia di marketing, l’agenzia analizza e individua quali mezzi di comunicazione risultano più adatti per colpire proprio quel target.

Qualsiasi attività di comunicazione, intesa come campagna o come strategia più completa, risulta efficace solo se riesce a raggiungere la target audience della target audience individuata per quel determinato prodotto o servizio.

Può risultare invece molto controproducente mandare la stessa comunicazione a tutti. Ecco perché è molto importante ottimizzare al massimo gli sforzi. Ecco che una strategia di comunicazione ottimale punta ad avere il migliore, quindi più alto, tasso di conversione possibile sull’investimento del cliente.

 

Un esempio pratico – Case study

Prendiamo il caso delle attività primarie di un’agenzia di comunicazione, ossia l’ideazione e il lancio di una campagna pubblicitaria.

Essa comincia con la condivisione di un brief, che l’agenzia raccoglie dal cliente. La raccolta del brief è una fase molto partecipativa e spesso consiste di più di un brainstorming, in cui l’agenzia si pone in ascolto delle esigenze dell’azienda, sia di quelle consapevoli sia di quelle inconscie che emergono proprio durante le fasi di brainstorming. Il brief contiene tutti i “desiderata” del cliente rispetto al progetto, le sensazioni più istintive rispetto al proprio marchio e gli obiettivi strettamente legati al business. Raccolti questi dati, l’agenzia li organizza in un documento che conterrà e sintetizzerà le linee guida che verranno approvate dall’art director, dall’account e dal copywriter al cliente e condivise. Seguiranno poi i primi avanzamenti del progetto che culmineranno con la presentazione della creatività, che può variare di molto a seconda delle specifiche del progetto stesso. Infatti, più una campagna sarà complessa, più numerosi saranno gli step intermedi per poterla valutare con il cliente. Basti pensare ad esempio alla realizzazione di un video per uno spot pubblicitario, che risulta ben più complesso delle grafiche di una campagna di aumento Mi Piace da condurre su Facebook.

Una volta che il cliente approva il definitivo, sia lato testuale sia lato visual, la campagna viene affidata alla figura del media planner, che si occuperà di trovare i migliori spazi pubblicitari disponibili purché essi rientrino nel budget stanziato dall’azienda.

A seguito della pubblicazione della campagna pubblicitaria, l’agenzia si occupa di fornire una reportistica completa del suo andamento, sempre più importante soprattutto nell’era del digitale.

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